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Numero 52 dicembre 2016

 
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Rileggiamo la Carta di Ottawa

Celebriamo i trenta anni della Carta di Ottawa
La Carta di Ottawa, adottata nella prima Conferenza internazionale per la promozione della salute (17-21 novembre 1986), compie trent’anni. È il documento che definisce la promozione della salute, ne segna i confini e gli obiettivi e gli strumenti.
Per festeggiare questo anniversario abbiamo pensato che il modo migliore è rileggere la Carta. Per questo ogni mese vi proporremo la rilettura di un brano con un commento di una socia o di un socio.

 
«La promozione della salute sostiene lo sviluppo individuale e sociale fornendo l’informazione e l’educazione alla salute, e migliorando le abilità per la vita quotidiana. In questo modo, si aumentano le possibilità delle persone di esercitare un maggior controllo sulla propria salute e sui propri ambienti, e di fare scelte favorevoli alla salute.»

La carta di Ottawa, per la Promozione della Salute, implica un nuovo modo di guardare alla salute, offre a tutti noi un nuovo scenario politico, sociale e culturale, in cui ricollocare i concetti di prevenzione e di educazione ponendo l’accento sul valore inestimabile della salute della persona e della comunità.
Per meglio comprendere il suo valore basti pensare al significato etimologico delle parole salute e comunità; il termine “salute”, che deriva dal sanscrito, significa integrità, salvezza e il termine “comunità”, dal latino “communitas, cum-munu“, significa che compie il suo incarico insieme con altri. Se si tiene conto dei singoli significati sostanziali risulta più semplice comprendere come tra questi termini esista una correlazione stretta, la promozione della salute quindi, si può realizzare grazie all’azione congiunta della comunità che definisce i modi e le strategie e l’impegno del singolo individuo che mette in gioco le proprie competenze di vita per raggiungere un miglior livello di salute per tutti.
Per un approccio corretto alla promozione della salute è dunque indispensabile non prescindere da questi elementi, ed è necessario mettere in atto interventi che sostengano la crescita individuale e sociale attraverso lo sviluppo ed il miglioramento delle competenze di vita di ciascuno.

In questo scenario, l’azione educativa è orientata allo sviluppo ed all’allenamento delle abilità di vita, condizione necessaria per la crescita delle potenzialità personali e collettive. Inoltre, un valore aggiunto della Carta di Ottawa è il porre al centro la persona e la comunità nella loro concezione olistica, dove l’uomo è più della somma delle sue parti e la comunità è rappresentata da un’organizzazione sociale unitaria.

La persona con la sua dignità, il suo bene, le sue abilità, dovrebbe sempre rappresentare il riferimento primo ed ultimo per intraprendere qualsiasi azione diretta a garantire la tutela e la cura della salute, assicurando sempre il rispetto dei valori etici affinché la salute possa rappresentare per ciascun uomo una risorsa indispensabile per la vita quotidiana.
Entrambi, sia il singolo individuo che la comunità, devono essere messi in condizione di poter sviluppare al meglio le proprie potenzialità di salute e questa equità può essere raggiunta solo con un lavoro sinergico e fattivo di tutti soggetti coinvolti: famiglia, istituzioni, organismi educativi, politici, professionali, culturali, associazionismo e mass media. Per questo è necessario dare un maggior potere alla comunità il cui sviluppo attinge alle risorse umane della comunità stessa per rafforzare la partecipazione ai temi universali della salute. Ciò significa: una continua e aggiornata informazione, un approccio educativo per conoscere le opportunità di salute ed un relativo supporto politico ed economico.

Fornendo una corretta informazione e sviluppando la promozione della salute si aumentano le possibilità per la persona di avere un miglior controllo sulla propria salute aumentando la possibilità di fare scelte di salute consapevoli.
Il singolo individuo e la comunità possono diventare soggetti attivi nel raggiungimento di un buono stato di salute, ognuno dovrebbe, durante tutto il corso della propria vita, accrescere le proprie conoscenze e allenare le proprie competenze di vita per diventare esso stesso parte attiva della propria salute e quando necessario fronteggiare la propria malattia. Solo quando la persona è capace di riconoscere e soddisfare i propri bisogni, realizzare le proprie aspirazioni, modificare o adattarsi all’ambiente in cui vive, applicare le proprie competenze solo allora può affermare di aver raggiunto un buono stato di salute.
La promozione della salute è uno strumento che è volto a coinvolgere attivamente l’individuo e la comunità all’acquisizione di conoscenze, abilità e motivazione nel raggiungimento della salute.

Affinché si possa raggiungere questo obiettivo è necessario innanzitutto focalizzarsi sulla persona nella sua dimensione globale al fine di predisporla a prendersi cura di sé e degli altri, la persona per essere in salute ha bisogno di trovare un proprio equilibrio tra le sue dimensioni: fisica, psicologica, sociale e spirituale ed è questo equilibrio che gli permetterà di assumere un ruolo da protagonista nella determinazione del proprio benessere.

Infine dobbiamo ricordare che l’individuo, in questo importante ruolo di protagonista della propria salute non può essere lasciato solo, ma dovrà essere accompagnato e sostenuto dalla comunità, costituendo così quel binomio inscindibile che solo insieme potrà promuovere salute.

Monica Bontà - Socia SIPS, delegazione Toscana
Le rubriche

Documentazione e promozione della salute
L'orizzonte della salute

La salute è un orizzonte della vita dell'uomo. Si tratta di un orizzonte prezioso, ma limitato e fragile, da imparare a guardare con lo sguardo proprio senza ignorare le prospettive degli altri. L'uomo forma la coscienza della propria vita interrogandosi su tale orizzonte in cui coglie la propria esistenza, l'esistenza degli altri, l'esistenza del mondo.
La salute gli permette di comprendere il senso del suo essere al mondo, del suo pensiero, dei suoi sentimenti, delle sue relazioni con gli altri esistenti, l'eticità del suo comportamento, la coerenza del suo linguaggio.
La salute dell'uomo parla con il silenzio. Il suo dire è profondo e non permette di chiarire e spiegare meglio agli altri le sfide dell'esistenza, di farne emergere compiutamente le difficoltà e i tormenti, di risolverne i problemi, di descrivere i meandri della malattia, del dolore, della sofferenza che sono inclusi in tale orizzonte.
Per questo ognuno vivendo cerca con una speranza autentica un fine che oltrepassi quell'orizzonte e che riesca a trascenderlo; e su questa ricerca fonda e costruisce la storia della propria vita e della propria disponibilità alla vita degli altri.


Bibliografia
Jaspers K., Autobiografia filosofica, Napoli, Morano, 1969;
Heidegger M., Essere e tempo, Torino, UTET, 1969;
Giddens A., Le conseguenze della modernità, Bologna, il Mulino, 1994;
Giddens A., Il mondo che cambia. Come la globalizzazione ridisegna la nostra vita, Bologna, il Mulino, 2000;
Morin E., La testa ben fatta, Milano, Raffaello Cortina, 2000;
Bloch E., Il principio speranza, Milano, Garzanti, 2005.


di Antonio De Angeli. Socio fondatore SIPS

 
Salute positiva

La salute positiva

La definizione popolare di salute corrisponde all’assenza di malattia. La salute viene definita per sottrazione. È solo quando, e nella misura in cui, non è presente che la definiamo e la misuriamo. Infatti la salute di un individuo, di una comunità e di uno stato viene definita in termini di morbosità e mortalità. Il livello di salute di uno stato è stabilito in base a parametri quali i tassi di mortalità, l’attesa di vita alla nascita oppure l’incidenza e la prevalenza di varie malattie. Nel 1946, con la costituzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, è stata proposta una nuova definizione di salute: lo stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la mera assenza di malattia. Questa definizione introduce una seconda parte di salute che non viene definita e misurata per sottrazione, ma per addizione. È il versante positivo della salute (Ardis, 2016).

A partire da questo mese iniziamo una nuova rubrica che sostituisce la precedente “Parliamo di resilienza”. Chiameremo la nuova rubrica “Salute positiva”. Naturalmente parleremo ancora di resilienza, ma come parte di un concetto più ampio.
Martin Seligman (2008) riprende il concetto di salute in un articolo intitolato “Positive health” che inizia con una frase lapidaria: «Io propongo un nuovo campo: la salute positiva».

Questo versante della salute è sia definibile, sia misurabile e negli ultimi anni la misurazione del benessere soggettivo viene proposta anche dalla SIPS (Ardis, 2014).
Fra la fine dello scorso secolo e l’inizio del nuovo secolo si è avuta la nascita della psicologia positiva grazie soprattutto all’opera “maieutica” svolta dallo stesso Seligman. La psicologia e la psichiatria nel Novecento hanno analizzato a fondo la sofferenza, le vittime, la depressione, abuso di sostanze e l’ansia, ma hanno esplorato ben poco la salute mentale. Poco è stato fatto per comprendere emozioni positive, coinvolgimento, relazioni positive, realizzazione personale positiva, ecc.
La malattia mentale a volte impedisce, ma non preclude in senso assoluto, emozioni positive, coinvolgimento, scopo, relazioni positive e realizzazione positiva.
 
Seligman nel suo articolo riporta le evidenze su come la positiva salute mentale influisce sulla salute positiva fisica. Riporta studi relativi all’influenza positiva dell’ottimismo sulle malattie cardiovascolari, sulle lesioni coronariche e la correlazione negativa tra alti livelli di ottimismo ed eventi cardiovascolari maggiori. L’ottimismo e le emozioni positive si sono dimostrate protettive nei confronti del deterioramento senile: le persone anziane che sperimentano emozioni positive.
Anche da questi pochi spunti appare evidente che questa è la salute di cui si occupa la promozione della salute. Questo è il versante positivo della salute come è stato definito trent’anni fa dalla Carta di Ottawa.


Bibliografia
Ardis S. (2016) I presupposti per la promozione del benessere. In Ardis S. Bicchi C. (a cura di) “Strategie e modelli educativi per la promozione del benessere” in fase di pubblicazione;
Ardis S. (a cura di). La promozione del benessere. Strumenti per la sua valutazione. Ed. Aonia. Raleigh, 2014. ISBN 978-1-291-81348-7;
Seligman MEP. (2008) Positive health. Appl Psychol Int Rev; 57:3–18;
World Health Organization (WHO). Ottawa Charter on Health Promotion. Copenhagen, Denmark: WHO Regional Office for Europe; 1986;
World Health Organization. (1946).  Preamble to the Constitution of the World Health Organization as adopted by the International Health Conference, New York, 19-22 June, 1946; signed on 22 July 1946 by the representatives of 61 States (Official Records of the World Health Organization, no. 2, p. 100) and entered into force on 7 April 1948.


di Sergio Ardis. Segretario Nazionale SIPS

 


Evidenziamoli

Abstract presentati che meritano maggiore attenzione

La valutazione e il monitoraggio di progetti di promozione della salute: metodi e risultati. Tre casi in Emilia-Romagna

Filippo Ciucci1, Giorgio Chiranda2, Elena Cammi2, Elisabetta Borciani2
1 Università di Genova - Libero Professionista, 2 AUSL Piacenza
filippociucci@gmail.com

Premessa
Partendo dall’esperienza relativa a tre casi di progetti di promozione della salute (“Guadagnare Salute”) realizzati con il metodo di lavoro di comunità in Emilia-Romagna dalla AUSL di Piacenza e dalla AUSL di Parma, il contributo intende presentare e illustrare:

a) strategie, approcci e strumenti di valutazione e monitoraggio di questo genere di progetti;

b) esiti, risultati ed effetti dei tre progetti, rilevati dalla ricerca valutativa (es. partecipazione, cambiamenti di stili di vita, effetti sui fattori PAR, empowerment dei cittadini, autonomia degli operatori);

c) fattori e meccanismi (contestuali o interni) che favoriscono o meno la riuscita e il “successo” dei progetti stessi.

La tesi che si discute e si sostiene in questo intervento, con dati e informazioni derivanti dalle esperienze svolte, è che alcuni fattori di processo ed alcune caratteristiche di contesto (ambientali, sociali e politiche) incidono sia sulle dinamiche di gruppo che sulla strutturazione delle attività progettuali.

Metodi, approcci e tecniche
Il contributo discute e mostra come un approccio partecipato di valutazione (Ciucci 2010) sia opportuno da impiegare, data la natura a sua volta partecipata di questo genere di progetti, oltre che per la presenza di numerosi stakeholder tutti depositari di informazioni utili e in qualche modo indispensabili alla ricerca. In quest’ottica la partecipazione deve essere “autentica” (ovvero di pieno coinvolgimento in ogni fase della ricerca e del progetto) e sostanziarsi sia nella costruzione di questioni valutative e di strumenti assieme agli attori sociali rilevanti (dirigenti e operatori ASL, formatore), sia, in senso più ampio, nel coinvolgimento e nella consultazione di tutti gli attori (personale ASL, cittadini, ecc.). Attraverso tale approccio è inoltre possibile comprendere meccanismi e funzionamenti dei progetti (e l’esperienza svolta in Emilia-Romagna lo dimostra). In questa logica, l’attenzione agli obiettivi del progetto è costante per tutta la valutazione di “Guadagnare Salute”, con un approccio valutativo orientato ad individuare i fattori contestuali ed i meccanismi che favoriscono (o meno) la riuscita degli interventi. Tali strategie, anche attraverso la partecipazione, la consultazione e l’ascolto dei testimoni qualificati (decisori e attuatori), intendono: a) ricostruire la teoria del programma (Weiss 2006), ovvero la sequenza di ipotesi che mostrano come dagli input si passa agli output; b) ricostruire i meccanismi (Pawson, Tilley 2006) per comprendere come il programma funziona.

Gli strumenti utilizzati (in varie fasi dei progetti) per raccogliere e costruire informazioni sono stati quali-quantitativi: interviste aperte o semistrutturate a dirigenti AUSL (sia per ricostruire questioni valutative, sia per valutare il progetto), focus group con operatori AUSL, questionari a cittadini, osservazione non partecipante a gruppi di cittadini, schede di monitoraggio quali-quantitative del lavoro dei gruppi di cittadini compilate da operatori AUSL, raccolta dati su partecipazione quantitativa e su azioni (effettuata con ausilio operatori AUSL e sulla base di documenti).

Risultati
La ricerca valutativa che ha accompagnato i tre progetti nelle province di Piacenza e di Parma, consente di evidenziare e considerare risultati (di processo e finali) comuni:

- azioni realizzate per contrastare i fattori di rischio;
- qualità della partecipazione dei cittadini;
- progressivo empowerment dei gruppi di lavoro in merito ai temi di salute;
- qualità del lavoro degli operatori;
- senso di appartenenza al progetto da parte degli operatori;
- primi effetti dei progetti di promozione della salute sui comportamenti e sui fattori PAR (predisponenti, abilitanti, rinforzanti).

D’altro canto si riscontrano anche differenze:

Sia per alcuni fattori/meccanismi di processo:
- quantità complessiva della partecipazione;
- senso di utilità dei cittadini rispetto al progetto (nella fase finale);
- grado finale di autonomia dei cittadini.

Sia per elementi di contesto:
- vi sono realtà (Podenzano PC e Traversetolo PR) con una solida e diffusa esperienza associativa, con numerose associazioni sui territori e con istituzioni locali particolarmente disponibili a dialogare e ad accogliere e promuovere le iniziative del progetto di promozione della salute;
- il terzo caso (Q.re Besurica, Piacenza) si caratterizza invece per una minore attitudine associativa e per istituzioni locali “distanti” e sostanzialmente poco interessate al progetto.

Nonostante il medesimo approccio progettuale impiegato (lavoro di comunità e partecipazione) e esiti ed elementi processuali analoghi, i risultati finali ed ex post dei tre progetti sono stati in parte differenti. Vi è infatti una “piena prosecuzione” (azioni e gruppo di cittadini che si fa carico di lavorare e sviluppare i temi di salute) nei due casi (Podenzano e Traversetolo) si verificano precisi meccanismi di processo (partecipazione molto elevata, alto senso di utilità e alta autonomia dei cittadini) e dove vi sono fattori contestuali precisi (attitudine associativa e vicinanza delle istituzioni). Nel terzo caso (Q.re Besurica) vi è la prosecuzione di alcune azioni, ma non si registra la presenza di cittadini disposti a portare avanti il progetto nel suo complesso. Quest’ultimo aspetto è di rilievo perché condiziona il mantenimento sul territorio di attività di promozione della salute anche una volta terminato il progetto finanziato.

Alla luce dei tre casi esaminati, l’ipotesi valutativa di questo contributo è quindi che si possono individuare e considerare fattori e aspetti (di processo, di contesto e meccanismi in itinere) che sono in qualche modo predittivi di un esito finale favorevole o meno di questo genere di progetti di promozione della salute. Vi sono quindi alcune “lezioni apprese dall’esperienza” le informazioni invitano gli stakeholder che lavorano sulla promozione della salute a:
- selezionare le realtà dove realizzare questi interventi tenendo in considerazione precisi elementi di contesto;

- monitorare fattori e meccanismi di processo preparando con cura l’autonomia dei cittadini coinvolti in vista dell’uscita dell’Azienda Sanitaria locale e del termine del progetto.

Riferimenti bibliografici
Campostrini et al. (2011), Sezione monografica. La valutazione nella prevenzione e nella promozione della salute, Rassegna Italiana di Valutazione, n. 50/2011, FrancoAngeli, Milano;
Ciucci F. (2010), “Valutazione e pubblica amministrazione: il contributo della partecipazione alla decisione”, Rivista Trimestrale di Scienza dell’Amministrazione, FrancoAngeli, Milano;
Pawson R., Tilley N. (2006), Un’introduzione alla valutazione scientifica realistica, in Stame N. (a cura di), Classici della valutazione, FrancoAngeli, Milano;
Weiss C. (2006), La valutazione basata sulla teoria, in Stame N. (a cura di), Classici della valutazione, FrancoAngeli, Milano.
 

 
Il testo è contenuto negli abstract del Meeting Nazionale SIPS "Trent'anni di Carta di Ottawa" tenutosi a Genova il 17 e 18 novembre 2016


Meeting Potenza
La potenza delle reti nella promozione della salute nella comunità
Potenza - 11 marzo 2017

Call for abstract

La salute riveste grande importanza per la singola persona e per la comunità.
L’OMS ha riconosciuto il diritto alla salute e l’importanza del raggiungimento del livello di salute più elevato possibile. «Il godimento del migliore stato di salute raggiungibile è uno dei diritti fondamentali di ogni essere umano» (Health 2020).

L’azione della promozione della salute mira a rendere favorevoli le condizioni che mettano in grado l’individuo e la comunità di essere attori del proprio benessere. Occorre mettere a sistema azioni integrate e intersettoriali in grado di facilitare percorsi finalizzati a creare comunità resilienti. È riconosciuta l’importanza del coinvolgimento attivo delle persone, della partnership con vari segmenti ed attori della società e la centralità delle reti sociali e sanitarie per la salute.

Con il Meeting Regionale della Delegazione SIPS Basilicata si intende:
1)ricercare un modello efficace per promuovere salute nella comunità, con approccio life-course, multi-componente, intersettoriale;

2)facilitare la formazione delle reti per la salute;

3)ideare un programma di comunicazione per la salute.

Per inviare gli abstract usare il seguente link
https://form.jotform.com/63556688859985

Per iscriversi compilare il form online
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